Tutto da rifare

Sono passati molti anni da quando il blog aveva raggiunto quel minimo di conoscenza da comparire su Google come primo risultato, ahimè è tutto da rifare, vorrà dire che lo rifarò. #BH Italia #MTB #MONTE GAZZO #CIAO MILANO
Visualizzazione post con etichetta Moto Gp. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Moto Gp. Mostra tutti i post

venerdì 20 gennaio 2012

Tanti auguri Marco

Oggi è un giorno particolare a Coriano, Marco avrebbe compiuto 25 anni e la città ha organizzato diversi eventi per ricordare il Sic. Noi abbiamo solo la possibilità di fare i nostri auguri di buon compleanno nella speranza che possano arrivare a chi può apprezzarli.

domenica 27 febbraio 2011

Stagione 2011, si parte da lontano, Phillip Island


Sta per cominciare il primissimo degli appuntamenti motoristici a due ruote ovvero il gran premio di Phillip Island di SBK che si terrà in Australia domenica 27 febbraio, questo avvenimento ci ricorda che il momento di togliere i veli alle bambine e di riattivare le assicurazioni si sta piano piano avvicinando.
Quest’anno, invece di dilettarmi nel tentare di scrivere qualcosa di interessante e piacevole sui piloti e le case tenterò di scrivere qualcosa di curioso e, mi auguro interessante, sui circuiti che hanno storie e trascorsi diversissimi, da quelli più antichi o datati a quelli di recentissima costruzione come nel caso del circuito di Aragon del quale ho scritto in occasione del primo GP che vi ha disputato la Moto GP nel 2010.
Originariamente, come per quasi tutti i circuiti storici, anche quello di Phillip Island era un tracciato che si articolava attraverso percorsi urani solitamente aperti al traffico, era lungo circa 10,6 Km, stretto, in terra battuta a ghiaia caratteristica che lo rendeva polveroso e insidioso tanto che i piloti si vantavano, in caso di scarsa visibilità, di orientarsi seguendo le cime degli alberi e questo, ovviamente, era spesso causa di incidenti in fase di sorpasso.
Nel 1951 alcuni imprenditori decisero di riportare le corse a Phillip Island e così, l’anno successivo, un comitato direttivo e il Phillip Island Auto Racing Club (AIPCR) decise di inseguire un sogno, realizzare il primo circuito internazionale d’Australia e per poterlo fare chiese 7000 sottoscrizioni da 10 sterline ciascuno per poter finanziare il progetto. Nonostante ciò tra il 1952 e il 1956 il progetto fu rallentato molto da notevoli problemi di ingegneria che costrinsero i promotori a chiedere un ulteriore aiuto economico ai loro finanziatori ma nel dicembre del ’56 si svolse con grande successo il Grand Opening Meeting che diede inizio alla lunga e gloriosa storia del circuito.



Nel novembre del 1961 Il Light Car Club of Australia ha organizzato il primo Armstrong 500, un evento di 500 miglia per un totale di 167 giri lungo le 3 miglia del circuito e che rappresenta la prima gara di distanza disputata in Australia. Purtroppo, a causa dai danni riportati dal tracciato in seguito alla Armstrong 500 del 1962, ai quali l’AIPCR non riesce a far fronte il Phillip Island Circuit perde l’evento che viene trasferito Bathurst.

Nel 1963 Len Lukey, uomo d’affari e pilota, acquista il circuito con lo scopo di riqualificarlo. I lavori dureranno tre anni e nel 1966, nel pieno d’oro delle corse automobilistiche, il circuito è pronto a riaprire i battenti diventando luogo di casa per moltissimi eventi di notevole importanza tra i quali vi sono numerose gare del campionato Touring Car.



Sul finire degli anni ’70, in seguito ai danni legati all’uso intenso, il circuito conosce un altro periodo buio della sua storia che durerà fino al 1985, anno in cui viene rilevato dal Placetac Pty Ltd con lo scopo di riportarlo tra i circuiti delle manifestazioni internazionali. Nel 1988 la società si aggiudica una tappa del campionato del mondo di motociclismo e così, in seguito ai lavori di restauro, nell’aprile del 1989 si disputa la prima gara del mondiale 500CC davanti d una folla di oltre 90 mila spettatori. L’anno successivo è la volta della SBK che per la prima volta corre in questo tracciato come tutt’oggi accade.


Un ennesimo smacco ai danni del circuito è rappresentato dalla perdita dal grand premio della classe 500 che dal 1991 si correrà a Sydney. La rivincita arriverà solo qualche anno più tardi quando, nel 1996, il pilota australiano Troy Corser vince il campionato del mondo SBK il sella ad una Ducati proprio a Phillip Island
Dopo un’assenza di sei anni finalmente nel 1997 Phillip Island è nuovamente teatro del motomondiale classe 500 CC che vi fece tappa in ottobre quando il pilota Honda Mick Doohan era già diventato campione del mondo per la quarta volta. In quest’occasione non riuscì a terminare la gara a causa di un incidente con il quale consegnò la vittoria ad Alex Criville. L’anno successivo Doohan vincerà il suo quinto titolo mondiale proprio sul circuito australiano davanti ad un pubblico di 75.000 persone.




Dal 2004 la struttura è stata acquistata dalla società Linfox che, al fine di rivalutare nuovamente il circuito come polo attrattivo a livello mondiale ed entrano in questo progetto la realizzazione di un campo da golf a 18 buche e di un lussuosissimo hotel a 5 stelle, ma di queste cose poco ce ne importa perché fanno solo parte di una bella cornice per un quadro che sarebbe ugualmente bello, e proprio per la qua posizione e i suoi scorci molto scenografici i fotografi di motociclismo lo amano molto e le foto che spesso immortalano i piloti su questo tracciato spesso sono delle vere opere d’arte che si caratterizzano per l’unicità delle combinazioni del verde dei prati solcati dalla striscia nera d’asfalto con il blu intenso del mare a fare da sfondo, credete davvero che ci volesse il golf club per impreziosire questa perla?



Ancora qualche piccolo dato che possa aiutare meglio a conoscere il circuito. E’ lungo 4.445 metri di sali-scendi continui e caratterizzato da 12 curve, 5 a destra e 7 a sinistra, in gran parte curvoni veloci tranne due tornantini stretti nei quali spesso si assiste a sorpassi al limite e scivolate. Il rettilineo dei box è l’unico e, complice anche la pendenza, permette di raggiungere notevoli velocità. Una piccola curiosità di carattere storico, per misurare la lunghezza del tracciato al tempo della sua costruzione fu utilizzata un’Alfa.




martedì 9 novembre 2010

Rossi c'è... e la Ducati anche...

Finalemnte ci siamo.
L' annus horribilis che ci ha dato un nuovo campione del mondo è finalmente finito. Per correttezza e ad onor del vero è giusto riconoscere che forse Jorge il suo mondiale quest'anno lo avrebbe vinto in ogni caso sia con gli incidenti degli altri che senza Del resto è innegabile che sia stato il più costatnte e il più efficace in gara, anche se rimango personalmente dell'idea che Ragionier Pedrosa quest'anno avrebbe potuto portargli via il titolo per come aveva corso fino all'incidente di Motegi.



Dopo questo se pur breve elogio a Lorenzo credo proprio che sia necessario rivolgere un sentito GRAZIE alla Yamaha per essersi comportata con grande professionalità e correttezza nei confronti di Valentino, che in questi ultimi sette anni ha dato tanto per farla arriavre dove è oggi, pèermettendogli di salire sulla "rossa" di borgo Panigale prima della fine dell'anno mettendolo quindi nella condizione di poter fare un primo test con la Desmosedici GP11 sul circito di Valencia dove oggi, archiviata la pratica 2010, tutte le case con i loro piloti, nuovi o vecchi, hanno effettuato il primo tradizionale test di fine stagione durante il quale cominciare a saggiare i nuovi mezzi e le nuove dotazioni, come hanno fatto il nostro Valentino, Stoner e Spies oppure durante il quale non perdere l'occasione per far capire alla compagnia chi sia l'uomo da battere il prossimo anno, e così, senza che nessuno a parte Stoner sia riuscito ad avvicinarlo, Lorenzo si è portato via il miglior tempo chiudendo questa giornata di prove con un ottimo 1:32.012.


giovedì 7 ottobre 2010

Forse doveva andare così... Motegi 2010

Quest’anno sembra proprio che il destino abbia già scommesso su chi debba vincere il titolo mondiale della Motogp, e proprio come un bambino che non vuole perdere, sta facendo davvero di tutto per poter incassare questa vittoria. Inutile dire che speravo che il titolo fosse vinto dal nostro Valentino ma come tutti sappiamo l’incidente del Mugello, che si è andato a sommare a quello subito durante un allenamento con la moto da cross, ha fatto crollare le quotazioni dell’italiano. Stoner ha cominciato a finire le gare, e a vincerle, solo a mondiale già avviato e con il gruppo di testa che sembrava ormai andato. Dovizioso ha sempre portato a casa dei punti ma non ha mai rappresentato un vero pericolo per Jorge.




A questo punto l’unica nostra speranza era riposta nelle doti, a mio parere ottime, del ragionier Pedrosa che si è sempre dimostrato lucido ed efficace, non lasciandosi scappare podi importanti ed evitando di cercare vittorie che erano già in mano ad altri per condizioni, fortuna o capacità. Tutto questo lo ha portato ad essere l’unico vero pensiero per il connazionale Lorenzo, arrivando ad un distacco di sole 56 lunghezze dopo il gran premio di Aragona, distacco che poteva ragionevolmente essere colmato nelle 5 gare che restavano ancora da disputare. Ma il destino, al quale facevo riferimento prima, ha deciso di metterci il becco ed è così che le nostre speranze sono andate in fumo, (non quello che pensate voi), dopo soli 3 minuti dall’inizio delle prove libere del giovedì Dani è caduto rovinosamente provocandosi la frattura multipla della clavicola sinistra, che tradotto significa, "fine del mondiale", e così, in un secondo, Lorenzo è tornato ad essere il più probabile prossimo campione del mondo in un campionato nel quale sembra che qualche entità superiore si sia divertita a sbaragliare uno ad uno dal suo cammino tutti i concorrenti più agguerriti fino a lasciarlo quasi solo in testa ad un mondiale che assomiglia molto a quello vinto, quasi per caso, da Nicky Hayden nel 2006.


Ad ogni modo è bene ricordare che la gara è stata dominata dall’inizio alla fine da Stoner al quale il nostro Dovi ha gentilmente deciso di concedere il primo posto in gara dopo una partenza che sembrava davvero poter portare un’altra Honda, che non fosse quella di Pedrosa, sul gradino più alto del podio. Ma il vero evento che ha tenuto con il fiato sospeso è il duello tra Rossi e Lorenzo che si è innescato a meno di 10 giri dall’arrivo quando Valentino, dopo aver tentato in vano di raggiungere i due fuggitivi, ha dovuto cedere il passo permettendo a Jorge, che lo marcava da vicino, di accorciare le distanze fino al punto di innescare una lotta che è durata fino al traguardo con sorpassi gomito a gomito, carena contro carena e con un Valentino, che come ha avuto più volte modo di dimostrare, non si fa molti problemi a fare sorpassi forse un po’ troppo irruenti ai quali siamo più abituati in SBK che non in MotoGP. In ogni caso credo sia corretto riconoscere a Lorenzo, non solo un livello di correttezza superiore a quello dimostrato dal nostro Vale, ma anche un maggior livello di maturità, abbandonando, sia pur dopo molti giri, l’idea di salire sul terzo gradino del podio per puntare piuttosto ad un risultato sicuro che gli ha permesso di arginare la già difficile rimonta di Stoner.


martedì 28 settembre 2010

GP di spagna sul nuovo circuito Motorland Aragon

Si è recentemente chiuso il GP d’Aragona, tredicesima tappa del Motomondiale, che si è disputata per la prima volta nel nuovissimo circuito Motorland Aragon. Questo nuovo progetto è nato per onorare una realtà di questa regione che affonda le sue origini in un gran premio su circuito urbano, l’ultimo dei quali si è disputato in terra di Spagna (1965 – 2003), che si correva nella città di Alcaniz lungo un percorso di 3900 m e che ha sempre rappresentato per la città e per le zone circostanti una risorsa importante riuscendo ad attirare imprese e investitori che hanno puntato su questa vocazione della regione. Non bisogna infatti dimenticare che l’organizzazione di un gran premio cittadino porta con sé un notevole impegno per renderlo sicuro e queste operazioni arrivavano ad occupare fino a due mesi per i preparativi.



Il nuovo circuito è stato sviluppato cercando di reinterpretare lo spirito motoristico e la vocazione verso le corse e il risultato è stato ricercato attraverso una progettazione e un concetto del tutto nuovo, non pensando più la pista soltanto come il luogo deputato allo svolgimento delle competizioni ma in una visione più ampia che ne fa un luogo nel quale le gare sono solo uno degli aspetti che queste tipo di sport portano con sé. Questo risultato è stato ricercato creando diverse aree che svolgono ciascuna una propria funzione, la maggiore delle quali è senza dubbio rappresentata dal circuito principale, al quale, per aumentare la polivalenza della struttura, si aggiungono il circuito su terra e quello per i kart, alle spalle delle tribune principali si trova una zona dedicata allo svago e alla cultura e infine, poco più distante dal circuito, si trova un ampio parco tecnologico a tema.

Anche sotto l’aspetto qualitativo il circuito si è rivelato pienamente all’altezza delle aspettative dei piloti del motomondiale che hanno avuto la possibilità di provarlo qualche giorno prima dell’inizio del gran premio ma non con le moto ufficiali perché il regolamento proibisce qualsiasi test su circuiti teatro del mondiale in date diverse da quelle appositamente fissate per i GP o dalle giornate di test.



Il risultato è stato un circuito divertente, con un mix di tratti veloci e di tratti guidati, con vari sali-scendi e cambi di direzione che lo rendono molto tecnico ed insidioso, sembrerebbe proprio che l’obiettivo di onorare una gloriosa storia fatta di motori, passione e divertimento sia riuscito in pieno.


venerdì 3 settembre 2010

Gp di San Marino e Gp del Nurburgring

Da questa mattina si aprono ufficialmente le scene di due Gp molto importanti per le rispettive categorie. Il circo della Moto Gp, infatti, è tornato nella penisola Italica per il G.P. Cinzano di San Marino e della Riviera di Rimini mentre la SBK correrà il G.P. di Germania presso il leggendario circuito del Nurburgring dove il nostro Max Biaggi cercherà di dare la stoccata finale al titolo mondiale ai danni dell'inglese Leon Haslam che lo segue in classifica generale.

Gli orari e le dirette sono tutti inseriti qui sotto.

martedì 31 agosto 2010

Ducati da l'addio alla SBK

Dopo la splendida notizia di Valentino Rossi alla Ducati e la bella novità di Aprilia che farà il suo ritorno in Moto Gp, sembra proprio che sia giunto il momento di mandare giù un boccone amaro, è infatti recente l'annuncio della casa di Borgo Panigale che sancisce ufficilamente l'abbandono del mondiale SBK a partire dal prossimo anno.




Il motivo di questa scelta non è chiaro ma le voci sono varie e si susseguono senza che si riesca a capire cosa sia veramente intervnuto in una decisione così importante. la pesenza di Ducati nel mondiale SBK era ormai una certezza da 22 anni e ha portato alla vittoria di 16 titoli mondiali costruttori e 13 piloti.





Erano già diversi mesi che la casa italiana aveva minacciato di uscire dal campionato se non si fosse abbandonato il progetto di modifica del regolamento ma sembrava che fosse solo un modo per fare pressione sulla federazione affinchè concedesse le modifiche alle norme che penalizzavano maggiormente le rosse e si potrebbe pernsare che ad un rifiuto irremovibile sia seguito un abbandono obbligato dovuto, secondo alcuni, all'impossibilità delle bicilindriche di rimanere competitive seguendo le nuove regole, come a dire " o si fa come diciamo noi o non si fa". Un'altra ipotesi è quella secondo cui, a seguito dell'investimento per l'ingaggio di Rossi, non ci sarebbero più i presupposti per poter portare avanti un progetto oneroso come il mondilae SBK che diventerebbe quindi un ramo secco da potare, questa ipotesi sembrerebbe smentita da quanti sostengono che in realtà l'ingaggio del pesarese sarebbe interamente coperto dagli sponsor e dall'incremento delle vendite che ci si aspetta di realizzare nei prossimi anni. Un'altra linea di pensiero individua invece in questa decisione il sintomo di un malessere che, dopo l'addio alle corse del mitico e tanto amato Troy Bayliss, non ha avuto momenti di ripresa con gli attuali piloti Fabrizio e Haga. Altri ancora ritengono che Ducati voglia in questo modo concentrare tutti gli sforzi nel modiale Moto Gp sfruttando al massimo le risorse umane e finanziarie, nonchè il notevole potenziale del nuovo pilota di riferimento, per poter sferrare un colpo decisivo al titolo del prossimo anno. Quest'ultima versione è forse quella che maggiormente si avvicina a quella ufficialmente divulgata dalla casa italiana, secondo la quale questa decisione sarebbe maturata in un'ottica strategica volta ad un forte incremento delle dotazioni tecnologiche riservate ai modelli di serie dei prossimi anni.



In ogni caso, qualsiasia sia il voro moti che ha portato Ducati a fare una scelta così drastica e forte ci resta la speranza che sia solo l'inizio di un periodo positivo che magari potrebbe anche prevedere un rientro ufficiale nel mondiale SBK già dal 2012.

lunedì 30 agosto 2010

Indianapolis. Gp degli Stati uniti 2010

Si è appena chiuso il Gp degli Stati Uniti del 2010 a Indianapolis e credo si possa dire che la gara ha avuto dei momenti molto interessanti. Già delle giornate di prova si preannunciava spettacolo con i padroni di casa, Ben Spies e Nicky Hayden, che hanno fatto di tutto per fare bella mostra di se riuscendo a partire entrambi dalla prima fila rispettivamente con il primo e con il trezo posto.




La gara ha visto un iniziale dominio di Spies, che sembrava avesse un buon margine sui suoi inseguitori incalzato però dopo qualche giro da Pedrosa che lo ha sverniciato sul lungo rettilineo del traguardo per poi iniziare la sua solita cavalcata solitaria. Nonostante ciò l'americano ha tenuto saldamente la seconda posizione senza essere mai troppo sotto pressione da parte di Lorenzo che seguiva in terza posizione.




Il nostro Valentino ha chiuso in quarta posizione dopo un bel duello con la seconda guida Honda Repsol, il nostro Dovizioso, che ha disputato un bella prova ma che purtroppo, o per fortuna, non è riuscito a mettere le sue ruote davanti a quelle del Dottore, che a sua volta però non è riusito a salire sul podio.



Anche Hayden, che ha chiuso in sesta posizione, ha disputato una bella gara che gli avrebbe potuto regalare qualche soddisfazione in più per sè e per la Ducati se non fosse che, dopo pochi giri dalla partenza, a seguito di una manovra di salvataggio in extremis per evitare una scivolata, lo slider sinistro si è strappato dalla tuta rimanendo appeso per un lembo e costrringendo Hayden a limitare al massimo l'uso del ginocchio come appoggio nelle curve a sinistra.


Durante la gara è inoltre venuta fuori la tanto lamentata scivolosità dell'asfalto, fattore che, insieme alle numerose buche, ha condizionato la gara di tutti e portato fino alla caduta di alcuni piloti tra cui Stoner. Questo fattore ha però favorito lo spettacolo facendo correre la memoria al primo anno di Moto Gp quando i piloti mettevano in atto delle vere e proprie derapate in stile Supermotard, ieri sembrava davvero che molti piloti non riuscissero a tenere la ruota posteriore allineata con quella anteriore e come sempre in questi casi lo spettacolo e incantevole per gli amanti del genere.




Fra una settimana il circo dei motori torna in Europa e riapre i battenti per il Gp di San Marino nel quale speriamo vivamente di vedere uno spettacolo se possibile anche migliore di quello appena trascorso, che dire? rimaniamo in attesa e vediamo cosa succederà.

mercoledì 25 agosto 2010

Aprilia torna alla classe regina

Sembrerebbe proprio che le belle notizie non siano finite all’annuncio del passaggio di Valentino Rossi alla casa di Borgo Panigale. E’ ormai ufficiale, infatti, il ritorno di Aprilia nella classe regina delle competizioni a due ruote. A partire dal 2012, con il ritorno della Moto GP alle 1000, la casa di Noale ha deciso di ritornare con un motore che rispecchierà in buona sostanza quello attualmente sviluppato per la RSV4, guidata con successo nel mondiale SBK da Max Biaggi, al quale potrebbero bastare alcune piccole modifiche come l’adozione delle valvole pneumatiche e il rinforzo di alcuni organi interni e dei carter per essere competitivo nei confronti dei propulsori delle rivali giapponesi così come lo è attualmente con le derivate di serie.


Il ritorno di Aprilia nella classe più importante del motomondiale avverrebbe inizialmente in maniera “soft” attraverso il team Aspar Martinez, che lascerebbe la Ducati proprio dal 2010, per poi passare, nel 2013, al team ufficiale che gestirà direttamente il reparto corse.



In effetti quella di Aprilia è una mancanza che non si riesce proprio a spiegare. È vero che i risultati dei tentativi di entrare in questa classe si sono sempre rilevati più simili a dei fiaschi che non a dei potenziali successi, ma è anche vero che l’impegno che è stato messo in queste competizioni è sempre stato, forse, di durata troppo breve perché potesse effettivamente portare a dei risultati degni dei successi che Aprilia ha sempre ottenuto nella classi 125 e 250. In particolare negli anni che vanno dal 1994 al 2000 la casa di Noale ha partecipato al mondiale 500cc con la Rsw-2 500, una moto bicilindrica a due tempi che puntava a battere le quattro cilindri facendo leva su una maggiore agilità e maneggevolezza grazie al minor peso, senza però riuscire di fatto ad ottenere risultati tali da far perseguire questo progetto che venne abbandonato nel 2000 in vista dell’ormai prossimo ritorno delle 4 tempi.




Nel 2002 fanno la loro comparsa le ormai ben note Moto GP, ma è solo nel 2003 che Aprilia decide di schierarsi con la RS Cube, moto a tre cilindri con una potenza di 220 CV capace di velocità superiori a tutte le rivali a 4 e 5 cilindri ma con una ciclistica che mette in crisi i piloti che cercano di sfruttarne le potenzialità, e il risultato è pessimo, solo un misero 6° posto conquistato da Colin Edwards nel Gp del Giappone. I pessimi risultati, uniti forse ai sentori di una crisi che si sarebbe rivelata a pieno solo negli anni successivi, hanno fatto abbandonare dopo solo un anno di gare un progetto che forse avrebbe potuto portare lustro e visibilità a questa casa che si è sempre distinta per le innovazioni tecniche inserite nelle moto da gara come in quelle di serie, basti pensare che la Rsw-2 500 in realtà non era una vera 500 ma bensì una 400 bicilindrica unica nel suo genere e che la RS Cube ha debuttato in Moto GP con le valvole pneumatiche e la gestione del gas ride-by-wire cioè senza il classico cavetto in acciaio sostituito da una gestione completamente elettronica.


D’altra parte il passo di Aprilia è da considerarsi quasi scontato dopo che quest’anno è stata messa alla porta nella classe 250 dalla Moto2, con i nuovi motori 4 tempi e in previsione di un futuro identico per quanto riguarda le piccole 125 che a partire dal 2012 saranno anch’esse 4 tempi con la nuova Moto3. Con queste premesse è infatti difficile che la casa di Noale si faccia sfuggire l’occasione di mettere il piede nella porta per cercare di non restare completamente fuori da quella che è considerata la categoria più importante delle competizioni motociclistiche a livello mondiale. La prospettiva, in relazione anche all’ottimo lavoro che sta facendo Max Biaggi nel mondiale SBK, sarebbe la vittoria sulle Derby del titolo mondiale 125 di quest’anno, obiettivo ancora possibile con otto gare da disputare e i 23 punti che separano i due spagnoli Marquez (in testa alla classifica) e Terol (al terzo posto), il passo successivo sarebbe la vittoria dell’ultimo titolo 125 della storia per potersi poi dedicare anima e corpo alla MotoGp. Chissà, magari sogno o corro troppo ma sicuramente sarebbe un evento fantastico che mi auguro si possa avverare, per il momento Anemmu c’è e speriamo di poter dare anche questa notizia.

mercoledì 18 agosto 2010

Ormai è fatta, Rossi torna su una moto italiana

Finalmente ci siamo.



Erano anni che si vociferava, si sussurrava o semplicemente si sperava che accadesse quello che è successo in questi ultimi giorni. Già, perchè in fondo in fondo Rossi alla Ducati lo hanno sognato in molti e, così come lo sono io, molti altri tifosi di moto saranno contenti che questo matrimonio, così a lungo progettato, si sia finalmente celebrato. E così a BRNO è successo un po' di tutto durante la Domenica di gara appena trascorsa, aneddoti simpatici come il comunicato ufficiale di benvenuto a Valentino che la Ducati aspettava a dare in attesa che la Yamaha diramasse il suo di addio ma che è stato preceduto dal comunicato pubblicato erroneamente per alcuni minuti sul sito inglese della casa di Borgo Panigale, e aneddoti di gran lunga meno simpatici come il fatto che non sia stato permesso a Rossi di provare la moto nuova o, ancor peggio, di non avergli fatto provare le nuovo sospensioni Ohlins, che, essendo di una casa esterna alla Yamaha potranno comunque rientrate nelle possibili dotazioni che il pesarese avrà a disposizione l'anno prossimo. Sembrerebbe proprio che non si sia e non si voglia tener conto di tutto quello che Vale ha fatto per portare la Yamaha in cima al mondo, non è difficile infatti ricordare coma la M1 fosse considerata da tutti, esperti, piloti e tifosi, solo nel 2004 e lo stesso Valentino nella lettera che ha scritto di suo pugno la ricorda cosi "Molte cose sono cambiate da quel tempo lontano, nel 2004, ma soprattutto 'lei', la mia M1, è cambiata. A quel tempo era una povera moto da mezza classifica, derisa dalla maggior parte dei piloti e dagli addetti ai lavori della MotoGP. Ora, dopo essere stata aiutata a crescere e migliorare, si può vedere il suo sorriso nel box, corteggiata e ammirata, trattata come 'prima della classe". Ebbene, dopo tutto questo tempo e tutto quello che è successo c’è il forte dubbio che non si voglia più dare, a chi tanto l’ha resa grande, la possibilità di chiudere lealmente un campionato che apparentemente è già chiuso. E’ strano che si voglia difendere Jorge in modo così eclatante (Vale lo scorso week end sembrava che andasse meno di tutti gli altri) ma forse, vogliamo sperare, non si è trattato di un complotto ma di un qualunque problema di messa a punto che può capitare a chiunque. Sarebbe sbagliato, oltre che terribilmente triste, togliere all’ex pilota le armi per poter combattere e continuare a far vincere la Yamaha, del resto alla fine del mondiale mancano ancora otto gare, il che fa riflettere sui tempi di questa campagna acquisti che forse, a ben vedere, si è aperta e chiusa un po’ troppo presto, facendo si che il campionato di quest’anno, appunto ancora apertissimo, sia di fatto considerato una faccenda chiusa del quale curasi poco perché in cantiere ci sono già i propositi per il prossimo anno con le nuove squadre e i nuovi assetti e rischiamo che sia proprio il pubblico a disinteressarsi a quest’annata che, forse, poteva prospettare delle belle emozioni, con un recuperato Stoner, con il combattivo Spies, con il sempre presente ragionier Pedrosa, con il velocissimo Lorenzo, con lo stop forzato del Dottore, con un Niky Hayden come non lo si vedeva da un pezzo e uno scatenato Randy de Puniet che fa il possibile per essere tra i più forti al mondo,



beh se non credete che queste premesse potessero offrire un bello spettacolo fate voi...

Noi di Anemmu continueremo a seguire le vicende che legate a questo colpo di mercato, neanche poi così colpo, ma sicuramente molto emozionante per tutte le implicazioni che avrà per le forze in gioco, per i tifosi, che non si è ancora ben capito come abbiano preso la novità, per il mercato mondiale, che non si sa come possa reagire a livello di vendite e ovviamente per il Moto Mondiale che per il prossimo anno preannuncia scintille e voglia di riscatto da ogni parte. Sicuramente a questo post ne seguiranno altri che speriamo siano sempre interessanti e piacevoli da leggere.

giovedì 5 agosto 2010

Con il motomondiale in vacanza...Top Gear Polar Special

Ormai il motomondiale è in vacanza…e siccome per noi ”Motociclisti” é sicuramente un momento un po’ più sentito rispetto agli altri!!! Per cui in questa pausa bisogna trovare un altro modo per far rimanere attivo lo spirito motoristico:)

Girando un po’ tra Sky e internet è da un po’ di tempo che ho iniziato ad appassionarmi da matti a…TOP GEAR!!! Secondo me questi tre pazzi incarnano un pochino il nostro sogno almeno in parte…provano le auto più belle e strane del mondo e sono, a quanto pare totalmente liberi da qualsiasi obbligo commerciale!!!

Per farVi capire in parte Vi posto il link ai tre video che riassumono in parte una delle puntate più belle che abbia mai visto. Fanno tutte e tre parte del Polar Special che un po’ rende l’idea su quello che vedrete…


Top Gear: Polar Special Part 1 - BBC


Top Gear: Polar Special Part 2 - BBC



Top Gear: Polar Special Part 3 - BBC



L'unico intoppo é che sono in inglese ma...anche senza essere troppo pratici si capisce decisamente che cosa combinano:)

Ora la domanda é d'obbligo...NON E' IL LAVORO PIU' BELLO DEL MONDO???

La mia risposta é...ASSOLUTAMENTE SI!!!:)



venerdì 9 luglio 2010

Divorzio in Casa Ducati

Non abbiamo mai seguito tramite il blog i vari avvenimenti legati al "mercato" dei vari piloti della Moto Gp. Quest'anno però visto che tutti i Top Riders hanno i contratti in scadenza non potevamo tirarci indietro e non seguire i vari spostamenti... E proprio questa mattina dopo vari sentori c'é stata la prima notizia degna di nota pubblicata direttamente sul sito ufficiale www.Ducati.it che testualmente riporta:

Il Gran Premio di Valencia del 7 novembre 2010 concluderà quattro anni di straordinaria collaborazione tra Ducati e Casey Stoner . Un rapporto importante, caratterizzato da una grande stima reciproca, tante emozioni e tante vittorie, tra cui la conquista del primo Titolo Mondiale MotoGP sia per la Casa italiana sia per il pilota australiano.

Stoner è arrivato in Ducati nel 2007 e con la Desmosedici GP7, che debuttava nella nuova categoria 800cc, ha conquistato la prima vittoria nella prima gara, dando inizio ad un percorso che ha portato, lo stesso anno, alla conquista del titolo iridato e a tanti altri successi nel corso delle stagioni successive.
Ducati desidera ringraziare Casey Stoner, che ha scelto di affrontare una nuova sfida, con riconoscenza e affetto che rimarranno immutati nel tempo.
"Vorrei ringraziare Casey da parte dei nostri tifosi, dei nostri sponsor ma soprattutto a nome di tutte le persone che lavorano in Ducati", ha commentato Filippo Preziosi, Direttore generale Ducati Corse, "perché le vittorie e le emozioni che ci ha regalato ci hanno ripagato del lavoro e dei sacrifici di tutti questi anni. In queste quattro stagioni insieme ci sono stati tanti momenti belli, come la vittoria del Mondiale nel 2007 e la vittoria nella gara del Mugello del 2009, che non dimenticheremo mai. In Casey abbiamo trovato non solo un pilota dal talento cristallino, ma soprattutto un ragazzo estremamente onesto e leale e per questo rimarremo legati a lui, anche da avversari, da affetto e stima".

"Ringrazio Ducati per avermi dato la grande opportunità di correre e vincere con loro in questi quattro anni". ha commentato Casey Stoner "Hanno scommesso su di me alla fine del 2006 quando ero praticamente uno sconosciuto ma lavorando uniti siamo stati capaci di vincere un mondiale, diverse gare e lottare per il titolo in altre due stagioni. Adesso ho deciso di cercare nuove sfide per il mio futuro e nuovi ostacoli da superare ma non dimenticherò questi quattro anni con la Ducati e le persone con le quali ho avuto il privilegio di lavorare così da vicino. Ancora un grande grazie alla Ducati,ai suoi tifosi, e a tutti gli sponsor con i quali abbiamo condiviso il successo e raggiunto traguardi che rimarranno nel tempo".

Questa notizia é solo la conferma di tutti i sentori che c'erano stati fin dal passaggio di Livio Suppo (Livio Zuppo per gli amici ndr Maggic) ora non ci resta che continuare a seguire la situazione dei Top Team che attualmente sono così formati per il campionato 2011:



Ducati Corse




1 guida - ?
2 guida - Nicky Hayden

Fiat Yamaha Team




1 guida - Valentino Rossi
2 guida - Jorge Lorenzo

Honda Repsol




1 guida - Casey Stoner
1 guida/bis - Dani Pedrosa
2 guida - Andrea Dovisioso

Ora manca palesemente un pilota in Ducati mentre la Honda é un'ammucchiata...come si evolverà la situazione? Lorenzo prima guida Yamaha con Pedrosa o Dovizioso come seconda guida? Nel caso Pedrosa accetterò di fare il secondo di Lorenzo? Ma sopratutto...il dubbio più grande...Valentino andrà alla Ducati?

Speriamo di scoprirlo presto!!! Continuate a seguirci con questa telenovela su Anemmu.blogspot.com